Non scegliere è comunque una scelta. E noi abbiamo scelto:
Una rivoluzione familiare verso l’ignoto – quattro anni in Mozambico tra paure, sogni e scoperte.
“L’unica costante nella vita è il cambiamento.” – Eraclito
Il cambiamento. Questo sconosciuto
Una costante che ci accompagna lungo tutta la vita. Potremmo parlarne per ore, scrivere decine di libri e non esauriremmo comunque l’argomento.
Cambiare significa spesso uscire dalla propria zona di comfort, lasciare qualcosa di stabile e rassicurante. Per molte persone è impensabile. Alcuni amano la routine, trovano serenità nel prevedibile, nel non sprecare energie inutilmente. E va benissimo così.
Poi ci sono altri – come me – che sentono il bisogno di crescere, scoprire, rischiare. Per noi il cambiamento non è solo una necessità, ma una scelta consapevole. Scegliamo di metterci in discussione, di rinnovarci, anche a costo di fatica e incertezza.
Prepararsi al cambiamento
Ma per affrontare il cambiamento volontario servono preparazione e pianificazione. È fondamentale fare tutto ciò che è in nostro potere per organizzare ciò che possiamo controllare. E, allo stesso tempo, essere pronti ad affrontare ciò che sfugge al nostro controllo.
Esiste anche un altro tipo di cambiamento: quello forzato. Arriva quando ci si trova davanti a un muro, a quel “Non ne posso più!” che nasce dal disagio, dal dolore o da una profonda insoddisfazione. In quel momento il cambiamento diventa l’unica via per ritrovare una zona di comfort perduta da tempo.
Personalmente, cerco di anticipare questo punto di rottura. Preferisco agire prima, quando posso ancora scegliere con lucidità, anziché reagire a una situazione che mi travolge.
“Non prendere decisioni quando sei in uno stato emotivo alterato.”
Evita di agire se sei troppo triste, troppo arrabbiato, troppo felice o troppo innamorato.
Lascia che le emozioni si depositino, torna a uno stato di calma, rifletti con lucidità… e solo allora, agisci.
Ci siamo: il nostro cambiamento è vicino
Le vacanze di Pasqua sono passate, è caduta l’ultima siepe che ci separava dalla vista dell’orizzonte. Ora il futuro ci guarda dritto negli occhi, e noi iniziamo a guardarlo a nostra volta, senza più veli né scuse.
Meno di un mese. Il 15 maggio cambierà tutto.
La nostra vita in Svizzera – ordinata, stabile, conosciuta – uscirà dalla nostra zona di comfort per fare spazio a qualcosa di completamente diverso: quattro anni a Maputo, in Mozambico.
Un cambio radicale. Una rivoluzione privata.
Un salto – consapevole ma sempre un po’ folle – verso l’ignoto.
Eraclito diceva: “L’unica costante nella vita è il cambiamento.”
Quanta verità in queste parole. E quanta forza possono darci nei momenti in cui la terra sotto i piedi sembra tremare. Cambiare è destabilizzante, certo. Ma è anche un atto vitale. È il battito del cuore del mondo. È la linfa del crescere. E noi abbiamo deciso di non ignorarlo, ma di accoglierlo.
Una nuova vita per tutti noi
Ci attendono nuove sfide e opportunità.
Mia moglie inizierà un nuovo lavoro.
Io inseguirò un obiettivo professionale tutto da costruire.
I nostri figli affronteranno l’avventura di una nuova scuola.
Ma non solo: ci troveremo immersi in una cultura per noi ancora sconosciuta, da vivere con rispetto e curiosità.
Incontreremo volti nuovi, ci confronteremo con una lingua diversa e ci adatteremo a un clima tutto da scoprire.
I documenti sono pronti. Alcune valigie anche. I preparativi sono a buon punto.
C’è ancora molto da fare, certo, ma una cosa è chiara: non si torna indietro.
Siamo pronti?
La domanda ci accompagna da settimane.
Ci segue mentre pieghiamo vestiti, mentre chiudiamo scatoloni, mentre salutiamo amici.
Siamo pronti?
No. Non del tutto.
E va bene così!
“Solo quando siamo disposti a lasciar andare quello che siamo, possiamo diventare ciò che potremmo essere.” — Pema Chödrön
Non si è mai davvero pronti per qualcosa che rivoluziona la vita.
Si può solo accogliere, passo dopo passo, tutto ciò che arriva.
La realtà che ci aspetta
Noi abbiamo cercato di prepararci nel modo migliore. Abbiamo letto, parlato, organizzato.
Abbiamo immaginato, proiettato, pianificato.
Ma sappiamo benissimo che la realtà sarà diversa. Più ruvida, più vera.
Ci saranno ostacoli. Momenti di stanchezza, nostalgia, frustrazione.
Ci saranno giorni in cui vorremo tornare indietro. Lo so già.
Ma sarà anche bellissimo.
Ci saranno scoperte.
Sorrisi nuovi.
Gesti gentili.
Imparare a dire “grazie” in un’altra lingua.
Camminare scalzi su una spiaggia che non conosci.
Guardare i tuoi figli adattarsi meglio di quanto pensassi.
Ritrovare uno sguardo tra me e mia moglie, quello che ci dice: “ce la stiamo facendo, anche stavolta.”
Da dove scegli di guardare?
Tutto dipende da questo.
Dal punto di vista.
Puoi scegliere di guardare la fatica, e la vedrai.
Oppure puoi scegliere di guardare ciò che ti riempie di energia.
E noi oggi scegliamo di guardare le cose belle:
- Un clima estivo tutto l’anno (con qualche pioggia, che sarà benedizione e sollievo)
- Un nuovo mondo da esplorare
- Nuove persone da incontrare
- Cibi da gustare per la prima volta
- Immersioni nell’Oceano Indiano
- Più tempo con i miei figli, da vivere fino in fondo
“Ho imparato che il coraggio non è l’assenza di paura, ma il trionfo su di essa.” — Nelson Mandela
Una sfida da vivere insieme
Vivere questo cambiamento come famiglia è una sfida doppia.
Dobbiamo pensare a tutto per quattro, non solo per noi stessi.
Ma è anche una benedizione:
ci muoviamo insieme, ci sosteniamo a vicenda, ci ricordiamo ogni giorno perché lo stiamo facendo.
Speriamo di regalare ai nostri figli qualcosa che nessuna scuola può insegnare:
- La capacità di adattarsi
- La fiducia nell’incontro
- La curiosità verso l’altro
- L’apertura mentale che nasce intorno a tavole diverse, in lingue diverse
Confidiamo che questa esperienza ci unisca ancora di più.
Che ci faccia scoprire versioni di noi che non conoscevamo.
Che ci renda più forti, più leggeri, più vivi.
Si parte
Andrà tutto secondo i piani? Certo che no.
Ci saranno imprevisti. Scossoni. Forse anche qualche lacrima.
Ma va bene.
Lo sappiamo. Lo accettiamo.
Non partiamo per trovare certezze.
Partiamo per crescere.
Per scoprire.
Per vivere qualcosa che non si può spiegare, ma solo vivere.
A chi ha voglia di seguirci, dico:
Presto aprirò una sezione dedicata a questa avventura.
Non tanto al coaching — quello seguirà il suo percorso — ma alla vita quotidiana in Mozambico. Ai racconti, ai dettagli, agli incontri.
Alle cose belle e a quelle difficili.
Alla realtà, nuda e piena.
Grazie a tutti voi che ci leggete, ci sostenete, ci pensate.
La prossima volta vi scriverò da Maputo.
E non esitare a scrivermi o commentare questo articolo, sono curioso, che cosa è per te il cambiamento? come lo vivi?
Ci siamo. Si parte.

Ciao Matteo,
Buona vita per questa nuova esperienza. Tienimi aggiornato.
Mario Longo
Grazie Mario, contaci.