Gestisci le tue emozioni per trovare la miglior soluzione con i mezzi che hai a disposizione
Quando l’importante è ciò che puoi fare qui e ora
Durante le ultime ferie di Natale, ho vissuto un’esperienza che mi ha insegnato una grande lezione, anche se è iniziata con un profondo senso di frustrazione. Ero con la mia famiglia nel mio paese d’origine, dove avevamo deciso di trascorrere le feste con i miei parenti. Purtroppo, mio figlio di due anni si è ammalato proprio nei giorni di Natale, e il 26 dicembre la situazione sembrava peggiorare.
Preoccupato per la febbre alta di mio figlio, ho deciso di cercare un pediatra. È stata l’inizio di una vera e propria odissea. Nel mio paese, che conta circa 24.000 abitanti, trovare un pediatra disponibile in quel periodo si è rivelato impossibile. La guardia medica non dispone di pediatri e non effettua visite a domicilio per bambini piccoli. Mi sono quindi trovato di fronte a una scelta difficile: portare mio figlio alla guardia medica più vicina, dove però sarebbe stato visitato da un medico per adulti, oppure accompagnarlo al pronto soccorso pediatrico più vicino, distante 20 chilometri. E se non si dispone di un mezzo per spostarsi? La soluzione proposta è chiamare un’ambulanza, sottraendo così una risorsa preziosa a chi potrebbe essere in pericolo di vita.
La rabbia e il bisogno di una risposta
Questa situazione mi ha fatto andare su tutte le furie. Premetto che io possiedo un’auto, ma mi sono immedesimato in chi non ha questa fortuna, in chi non ha alcun mezzo per spostarsi se non i mezzi pubblici. Ho iniziato a fare telefonate e a cercare soluzioni alternative, pieno di indignazione per un sistema sanitario che lascia le famiglie in situazioni così difficili. A quel punto ho deciso di fermarmi e riflettere.
Ho preso un momento per riflettere e mi sono detto: “Perché non mettere in pratica ciò che sto studiando?”. Approcciandomi al mondo del coaching, una delle prime lezioni che ho imparato è stata quella di gestire le emozioni.
Ma é veramente possibile gestire le emozioni?
Forse ora stai pensando: “Non è possibile controllare le emozioni!” Beh, ti capisco. Anche io ero scettico. Ma ti posso garantire che, con le giuste strategie, è assolutamente fattibile.
Attenzione, non si tratta di soffocare le emozioni o diventare come Spock di Star Trek. Vivere le emozioni è una parte fondamentale della nostra umanità. Tuttavia, in certi momenti, essere in grado di gestirle consapevolmente può fare una grande differenza. Nel mio caso, ho dovuto affrontare la rabbia. Come ci sono riuscito? Seguendo un semplice schema:
Fermati – Respira – Pensa – Agisci nel modo migliore.
Se sei interessato a saperne di più su questo tema, ti consiglio due letture illuminanti: Equilibrio Emotivo di Piercarlo Romeo e Le tue Emozioni in 4 passi di Alessandro Mora.
Le emozioni, in fondo, non sono altro che il risultato di reazioni chimiche prodotte dal nostro organismo. È il nostro cervello a decidere quale “cocktail” far circolare nel corpo. Nel caso della rabbia, per esempio, entrano in gioco sostanze come adrenalina, cortisolo e testosterone. (Nota: non sono un medico, quindi prendi questa spiegazione con le pinze!) Il punto è che queste reazioni sono innescate dal nostro cervello, e non da un fattore esterno che ci “inietta” emozioni. È il nostro cervello, e come tale, possiamo imparare a gestirlo.
Così, ho deciso di fermarmi. Ho fatto una breve passeggiata, respirando profondamente l’aria fresca. Mi sono concesso il tempo di pensare e mi sono posto alcune domande:
• Questa situazione dipende davvero da me? Posso cambiarla ora? La risposta era un chiaro “NO”.
• Cosa posso fare con le risorse che ho qui e ora per aiutare mio figlio?
Questa riflessione ha cambiato tutto. Ho smesso di sprecare energie in rabbia e frustrazione, e mi sono concentrato sull’unica soluzione possibile in quel momento: fare la cosa migliore per mio figlio e quindi portarlo al pronto soccorso, usando la macchina che fortunatamente avevo.
Il potere dell’accettazione
Accettare un sistema imperfetto non significa approvarlo. Significa, però, risparmiare energie preziose per concentrarle su ciò che conta davvero. Ho accettato di fare quei 20 chilometri e aspettare quattro ore per una visita pediatrica, ma ho anche trovato la serenità di sapere che stavo facendo la cosa migliore per mio figlio.
Mentre aspettavamo, ho usato il tempo e le energie che avevo ritrovato per distrarlo, facendolo ridere e cercando di alleviare il suo disagio. Questo cambiamento di prospettiva mi ha permesso di affrontare la situazione con maggiore calma e lucidità.
Tre insegnamenti utili
Questa esperienza mi ha ricordato alcune lezioni fondamentali:
1. Non sprecare energie per ciò che non puoi controllare. Non puoi cambiare un sistema sanitario in un giorno, ma puoi cambiare il modo in cui affronti una difficoltà.
2. Trova la soluzione migliore con ciò che hai. Concentrati su quello che è nelle tue possibilità, senza rimuginare su ciò che manca.
3. Usa le tue energie in modo funzionale. Evita di lasciarti sopraffare da emozioni negative che ti rendono meno efficace.
Guardare avanti con calma
Questo non significa che lascerò tutto nel silenzio. Quando avrò tempo e mente lucida, mi impegnerò per denunciare questa situazione inaccettabile. Un paese di 24.000 abitanti con un grande ospedale non dovrebbe lasciare le famiglie senza un pediatra disponibile, non solo a Natale, ma tutto l’anno.
Farò sentire la mia voce, perché credo che la critica costruttiva possa portare a miglioramenti. Ma lo farò con calma, sapendo che le energie che ho usato per mio figlio sono state spese bene, e che il mio impegno futuro sarà guidato dalla lucidità e non dalla rabbia.
La riflessione finale
A volte, ci troviamo in situazioni che ci sembrano profondamente ingiuste. È umano arrabbiarsi, ma è altrettanto importante fermarsi e riflettere. Chiediti: Cosa posso fare qui e ora per migliorare questa situazione? E ricorda che la serenità non nasce dall’assenza di problemi, ma dalla capacità di affrontarli nel miglior modo possibile.
Dimmi La Tua
Mi piacerebbe conoscere il tuo punto di vista! Hai mai vissuto una situazione simile o ti sei trovato a gestire emozioni intense per affrontare un problema? Racconta la tua esperienza nei commenti: le tue riflessioni potrebbero ispirare o aiutare altri lettori. Condividere idee e strategie è un ottimo modo per crescere insieme. Scrivi il tuo pensiero qui sotto, non vedo l’ora di leggerlo! Se non sei d’accordo con me, ti invito comunque a esprimere la tua opinione: sono sempre aperto a nuove prospettive. Se ti va, potremmo anche discuterne insieme. Il confronto è un’occasione preziosa per crescere.

Grazie Matteo per aver condiviso con noi la tua propria esperienza con il tuo piccolo figlio.
Vorrei condividere un’esperienza professionale con tutti voi:
Ricordo la decisione del Ministero degli Affari Esteri di tagliare del 10 per cento i finanziamenti per i progetti di aiuto in Africa, Asia e America Latina. Eravamo tutti arrabbiati perché il Ministerio non ci aveva consultati in anticipo sulla possibilità di tagli al bilancio. Tuttavia la nostra rabbia non aiutò nessuno: la decisione era irrevocabile. Dovevamo mantenere la calma e vedere come avremmo potuto far fronte a questi tagli con le nostre risorse. Insieme, noi del dipartimento abbiamo deciso di non ritirare i finanziamenti da tutti i progetti. Abbiamo valutato tutti i progetti e poi abbiamo deciso di sospendere per un certo periodo di tempo alcuni progetti meno riusciti. Ci impegniamo a riorientare i progetti insieme ai nostri partner.
I Tre insegnamenti utili che scrivi me sembrano molto importante:
1. Non sprecare energie per ciò che non puoi controllare. Non puoi cambiare un sistema sanitario in un giorno, ma puoi cambiare il modo in cui affronti una difficoltà.
2. Trova la soluzione migliore con ciò che hai. Concentrati su quello che è nelle tue possibilità, senza rimuginare su ciò che manca.
3. Usa le tue energie in modo funzionale. Evita di lasciarti sopraffare da emozioni negative che ti rendono meno efficace.
Questi insegnamenti mi fanno ricordare a tre virtu:
La serenità di accettare cose che non posso cambiare
Il coraggio di cambiare le cose che posso cambiare
La saggezza di distinguere l’uno dall’altro
E per terminare sono molto d’accordo quando scrivi: “… Chiediti: Cosa posso fare qui e ora per migliorare questa situazione? E ricorda che la serenità non nasce dall’assenza di problemi, ma dalla capacità di affrontarli nel miglior modo possibile.»
È importante fare ciò che rientra nelle proprie capacità.
Saluti, Manuel